Val Venosta: su due ruote tra i meleti

Il suo simbolo e un campanile immerso nell'acqua fotografato nel 1950, quando Curon dovette essere abbandonato per fare posto a un lago artificiale.
Ma la Val Venosta, ampio solco scavato dall'Adige tra Merano e Passo Resia, ha una ricchezza di storie, costumi e tradizioni che va ben oltre il suo emblema.
Oggi e la meta privilegiata sia di mountainbiker che degli amanti della bicicletta da strada. Cittadine storiche (Glorenza, Silandro, Burgusio), castelli e abbazie romaniche sfilano lungo la via Claudia Augusta, un percorso ciclabile che ha recuperato l'antica via di percorrenza romana. Da Resia, la strada procede quasi esclusivamente in discesa o pianeggiante. In 6 ore di tempo si percorrono 95 chilometri con un dislivello di 1300 metri su strade asfaltate o preparate al meglio che costeggiano il Parco Nazionale dello Stelvio, dove d'estate funziona la scuola di sci piu grande d'Europa.
Sfilano tra le due ruote numerose chiese e castelli, tra cui Castel Juval, che l'alpinista Reinhold Messner ha trasformato in una residenza-museo. Da maggio, parte del percorso potrà anche essere effettuato per l'andata o per il ritorno con il nuovo treno Merano-Malles.

Ggli affittacamere, scelta naturale
Una vacanza diversa, circondati dai frutteti, a contatto con gli abitanti del posto, in mezzo ad un paesaggio unico. E in Val Venosta i vantaggi non finiscono qui: strutture piccole, accoglienti e prezzi concorrenziali. La camera doppia con prima colazione costa a partire da € 18 a persona.

www.dolcedormire.org

Questo articolo proviene da Alto Adige-Südtirol magazine, editore SMG, edizione 2005

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